Parlano i produttori che hanno partecipato alla rassegna
Antonio Buono, Presidente del Consorzio di Tutela Vini d’Irpinia e Sindaco di Taurasi: “L’annata non è stata certamente facile, ma credo che tutto sommato possiamo essere soddisfatti. I vini non hanno la ricchezza e le potenzialità di invecchiamento di altri millesimi ma in compenso possono essere compresi più facilmente anche da giovani. Una bella opportunità per chi non ama gli spigoli dell’aglianico”.
Piero Mastroberardino, Presidente di Federvini e vice Presidente del Consorzio di Tutela Vini d’Irpinia: “Come molti sanno, l’azienda Mastroberardino ha deciso da tempo di non produrre l’annata 2002. E’ accaduto solo 9 volte dal dopoguerra ad oggi, e cioè in tutte quelle occasioni in cui abbiamo ritenuto non ci fossero le condizioni per realizzare vini maturi dal punto di vista polifenolico e quindi in grado di tenere negli anni. Ciò non toglie che in alcune situazioni si potessero ottenere dei buoni risultati e credo vada sottolineata la volontà dei produttori irpini di misurarsi anche con millesimi problematici. Senza trucchi e senza paure”.
Mirella Capaldo, vice Presidente del Consorzio di Tutela Vini d’Irpinia e Amministratore Delegato di Feudi di San Gregorio: “Quando le condizioni atmosferiche sono così avverse non si può far altro che moltiplicare i propri sforzi in vigna, lavorare e capire col materiale che si è raccolto cosa si può produrre. La nostra scelta nel 2002 si è quindi orientata ben presto per l’assemblaggio del miglior Taurasi base possibile, rinunciando invece alla produzione del cru Piano di Montevergine”.
Salvatore Molettieri, Consigliere d’Amministrazione del Consorzio di Tutela Vini d’Irpinia: “Se potessi scegliere, certo non vorrei mai un’altra annata come la 2002, ma sono ugualmente contento del prodotto. Nelle zone alte e ventilate come Montemarano, chi ha saputo aspettare la metà di novembre è riuscito a raccogliere delle buone uve, qualcuno anche con tenore alcolico oltre i 14 gradi”.
Antonello Urciuolo, produttore: “Al di là delle stelle e dei giudizi, queste sono occasioni molto importanti per confrontarsi ed imparare. Sulla vendemmia 2002 si è già detto tutto, certamente non ci aspettavamo miracoli ma è importante che i piccoli produttori come noi provino sempre a fare il massimo anche in annate difficili. Solo così si può acquisire esperienza e crescere”.
