La rassegna 2002, resoconto
Si chiude tra opinioni e giudizi controversi Anteprima Taurasi 2002, quarta edizione di una rassegna che sempre di più si propone come l’appuntamento clou per giornalisti, operatori e appassionati con la denominazione principe del Centro-Sud. Ideata dal Consiglio di Delegazione dell’Ais di Avellino, la manifestazione è stata realizzata con la collaborazione della Regione Campania, lo Stapa Cepica di Avellino, il Consorzio di Tutela Vini d’Irpinia, la Comunità Montana Terminio-Cervialto, il Consorzio Area Taurasi Valle del Calore, il Comune e la Pro-Loco di Taurasi.
28 aziende, 36 campioni in degustazione, 32 giornalisti accreditati, oltre 300 operatori intervenuti, i numeri di Anteprima Taurasi 2002 raccontano di un’edizione più che positiva, soprattutto se si considerano le premesse della vigilia. La rassegna appena terminata metteva in scena una delle annate più difficili degli ultimi 20 anni in Italia e in Irpinia: c’era il rischio che i vini presentati destassero poco interesse tra gli addetti ai lavori, invece le presenze e gli apprezzamenti si sono rivelati superiori alle aspettative.
Momento cruciale della rassegna è stata la degustazione per la valutazione dell’annata riservata alla stampa specialistica. La commissione ha espresso giudizi compresi fra il sufficiente e il buono, dividendosi esattamente a metà (13 valutazioni da due stelle contro 13 da tre) e confermando così le difficoltà di approccio ad un millesimo come il 2002. Prima della manifestazione, infatti, anche i produttori irpini avevano espresso opinioni molto diverse sulla reale qualità dei prodotti. Se alcune aziende avevano deciso da tempo di non imbottigliare i Taurasi del 2002, altre avevano chiamato in causa le specificità delle diverse sottozone perché si desse almeno una chance ad una vendemmia troppo frettolosamente archiviata come disastrosa.
La sessione di assaggio ha dimostrato, come spesso accade, che la verità sta probabilmente nel mezzo: a fronte di alcuni campioni che presentano in maniera chiara i limiti di un’annata piovosa, molti degustatori sono rimasti colpiti anche da alcune inattese punte di eccellenza. Senza dimenticare che tra i 20 esemplari dell’annata 2002, una buona percentuale era costituita da campioni di botte: vini non finiti e spesso non preparati adeguatamente che potranno dare esiti diversi una volta imbottigliati e affinati. Alla fine, nonostante la bilancia pendesse lievemente verso le 3 stelle, si è deciso di attribuire al Taurasi 2002 una valutazione di 2 Stelle (Vendemmia Sufficiente). Un’indicazione, più che una parola definitiva, com’è (o almeno dovrebbe essere) nello spirito di un’Anteprima.
Dario Cappelloni, collaboratore di Gambero Rosso: “In assoluto non si può certo parlare di grande annata, ma guardando ciò che è accaduto nel resto d’Italia i risultati per il Taurasi 2002 sono al di sopra delle attese, con alcune punte di grande livello. Tra i vini che hanno deluso, ce n’erano diversi ancora non imbottigliati e ci siamo accorti spesso, anche in altre occasioni, che c’è poca esperienza in Campania nel rendere comprensibili vini non ancora finiti.”
Maurizio Paolillo, collaboratore di Porthos: “I campioni evidenziano una mancanza di materia che fa da contraltare ad un grande lavoro in cantina. I vini hanno poco nerbo e sapidità, destando qualche dubbio sulla longevità. Ma nel complesso, le cose sono andate molto meglio di come mi aspettavo.”
Ian D’Agata, collaboratore di Wine Academy: “I limiti di un’annata fredda e piovosa si sentono ma i Taurasi del 2002 esprimono nel complesso una qualità superiore alla media nazionale”.
Gianluca Putzolu, Direttore Commerciale di Heres Distribuzione: “Rispetto alle annate migliori manca sicuramente un bel po’ di sostanza. Si avverte maggiormente la presenza dei legni ma non credo sia da ascriversi alla ricerca di un gusto più internazionale: uve meno concentrate soffrono di più l’affinamento nel rovere nuovo”.
Ugo Baldassarre, collaboratore di Tigullio Vino: “Nonostante la struttura esile, molti vini si fanno apprezzare per una buona personalità. C’è rispondenza varietale e corpo aromatico, ma alcuni campioni evidenziano una notevole morbidezza, in alcuni casi quasi sospetta”.
Roberto Giuliani, direttore di Lavinium: “I campioni assaggiati evidenziano una significativa fedeltà all’annata. Sono vini agili, che in alcuni casi si esprimono con ottima personalità. In altri emergono invece delle forzature: qualche produttore forse ha chiesto un po’ troppo alle sue uve”.
Antonio Boco, curatore de I Quaderni di Winenews: “Rispetto al contesto nazionale, i Taurasi 2002 esprimono una qualità media soddisfacente e soprattutto danno l’idea di un territorio dinamico, che non ha paura di confrontarsi con le difficoltà e riesce a comunicare un’ulteriore crescita, nonostante i limiti della vendemmia”.
Carla Capalbo, scrittrice e giornalista di Decanter: “Profumi non molto puliti e difficoltà di espressione. I risultati al momento sono anche discreti ma il fatto è che sappiamo bene cosa può dare l’aglianico in vendemmie almeno normali”.
Valerio Piccolo, collaboratore di Vini Buoni d’Italia: “E’ un’annata da 2 stelle e mezza. Ci sono vini semplici e magri ma anche campioni che esprimono tipicità e carattere. Le 2 stelle diventano una scelta quasi obbligata anche per marcare le distanze con un’annata come la 2001, valutata a 4 stelle ma senz’altro una delle migliori degli ultimi anni”.
