La Vendemmia 2004
La 2004 è una delle vendemmie più tardive degli ultimi lustri, caratterizzata da sbalzi climatici che si potrebbero definire sinuosoidali.
I mesi invernali, soprattutto gennaio e febbraio, sono stati contrassegnati da un clima rigido e piovoso, con abbondanti nevicate nelle zone più alte delle denominazione. Il freddo e le precipitazioni hanno contribuito ad accumulare riserve idriche importanti anche nei terreni più argillosi ma allo stesso tempo hanno determinato un ritardo della ripresa vegetativa di circa 10-15 giorni.
Il mese di aprile ha fatto registrare temperature medie nella norma mentre a maggio e a giugno si sono alternate giornate primaverili con altre decisamente più fredde. Durante il periodo primaverile si sono verificate ingenti precipitazioni in tutto l’areale di produzione: la stazione metereologica di Mirabella ha fatto registrare circa 300 mm di pioggia tra aprile e maggio con 43 giorni di maltempo, ai quali si sono aggiunti 11 giorni del mese di giugno.
L’abbondanza di precipitazioni nel periodo della fioritura ha favorito un sensibile incremento della produzione rispetto alla precedenti stagioni ma ha anche costretto i viticoltori ad intervenire energicamente per far fronte agli attacchi della plasmopara viticola, meglio conosciuta come peronospora. Questa fase può essere considerata uno dei primi snodi critici dell’annata 2004 rispetto alle ambizioni qualitative perseguite: chi ha lavorato con potature corte ottenendo una parete fogliare equilibrata e chi ha utilizzato prodotti sistemici idonei è riuscito a salvare la vigna gettando le basi per l’ottenimento di uve all’altezza delle aspettative.
Molto diversa si è presentata la situazione durante i mesi estivi. Luglio ed agosto sono stati caldi ed asciutti, senza i picchi di temperature fatti registrare nel 2003. Un estate tutto sommato tiepida ma con poche piogge, molto interessante per i viticoltori grazie alle importanti escursioni termiche che si sono fatta ancor più forti nei mesi di settembre e ottobre. L’inizio di autunno è stato all’insegna del caldo e delle piogge, con un momento critico verificatosi nella prima decade di ottobre, quando 70-90 mm di pioggia in circa 7 giorni determinarono preoccupazione e un nuovo ritardo di maturazione. La seconda metà di ottobre, in compenso, si è presentata tra le migliori degli ultimi anni con giornate calde e ventilate e notti fredde. Un clima quasi ideale che ha accompagnato praticamente tutta la raccolta dell’aglianico, iniziata introno alla metà di ottobre nelle zone più basse di Venticano e Pietradefusi e protrattasi fino alla prima metà di novembre nei vigneti più acclivi di Montemarano e Castelfranci.
Da un punto di vista quantitativo, è un’annata molto soddisfacente per l’aglianico, con un incremento della produzione del 7% rispetto al 2003. Diminuisce invece la produzione di aglianico destinato a Taurasi Docg. A fronte di 756,41,21 ettari iscritti all’Albo dei Vigneti, le denunce di produzione si riferiscono ad una superficie vitata pari a 327,02,50 ettari. Da questa superficie sono stati prodotti 17.254,19 quintali di uva e 11.215,15 ettolitri, vale a dire 1.495.353 bottiglie di Taurasi Docg della vendemmia 2004.
