Parlano gli enologi che hanno partecipato alla rassegna
Luigi Moio: "L’annata 2004 è una di quella vendemmie dove si toccherà con mano più che mai l’importanza degli uomini. La differenza la farà come sempre la qualità e la sanità delle uve portate nelle singole cantine e questo aspetto non consente di fare previsioni sulla qualità media. Le punte, però, saranno eccellenti, soprattutto per chi può contare su vigneti collinari ben ventilati. Le migliori espressioni dell’annata saranno vini strutturati e nervosi, dal rilevante potenziale evolutivo, che piaceranno soprattutto ai palati più pazienti, amanti dei Taurasi classici".
Angelo Valentino: "Nel 2004 c’è stato un andamento climatico molto favorevole che ha consentito ai più attenti di ottenere uve ricche di zuccheri, con un’ideale maturazione polifenolica, che daranno vita a Taurasi austeri, duri, che col tempo troveranno maggiore equilibrio. Insomma potenzialmente una grandissima annata che potrebbe riservare qualche delusione in quelle zone che hanno sofferto di più le piogge autunnali o per quei viticoltori che hanno prodotto troppo".
Sebastiano Fortunato: "Non è facile dare un giudizio sintetico su un’annata come la 2004, facile e difficile allo stesso tempo. Facile perché non ci sono state le condizioni eccessive del 2002 e del 2003, difficile perché comunque bisognava farsi trovare pronti in alcuni momenti critici. Forse la chiave finale sta nella scelta del momento di raccolta: chi ha potuto e saputo aspettare novembre ha ottenuto grandi risultati".
Massimo Di Renzo: "Pur distinguendo caso per caso e, a volte, vigna per vigna, l’annata 2004 è senza dubbio una delle più interessanti degli ultimi anni per il Taurasi. L’estate calda ma non troppo ha favorito la freschezza degli aromi e per chi ha saputo muoversi in vigna, specialmente con la potatura, avrà dei vini da ricordare e conservare in cantina. E’ un’annata dal grande potenziale evolutivo che può ricordare la ’99 per acidità e freschezza e la 2001 per struttura e ricchezza di polifenoli".
Carmine Valentino: "E’ un’annata strana che ha prodotto impressioni molto diverse da zona a zona. In alcune situazioni fa pensare alla pienezza del 2001, in altre all’eleganza della ’99, in altre ancora sembra molto vicina alla 2005 per le acidità elevate. Di sicuro i 2004 non saranno Taurasi di facile approccio nell’immediato, ma anzi ci vorrà tempo e pazienza per apprezzarli al meglio".
