La Vendemmia 2003

La vendemmia 2003 sarà ricordata per un bel pezzo in Europa come una delle annate più calde degli ultimi decenni. Afa, siccità, temperature costantemente sopra la media: per i viticoltori italiani, dall’Alto Adige alla Sicilia, si è trattato di una stagione estremamente difficile, ricca di insidie ed incognite. Le scarse precipitazioni estive hanno determinato in molte zone situazioni di stress idrico per la vite che hanno rallentato e talvolta bloccato le maturazioni polifenoliche, accelerando invece quelle alcoliche. Il rischio, e in molti casi il risultato finale, è stato quello di dover trasformare materie prime fortemente squilibrate, cariche di zucchero ma non mature da un punto di visto polifenolico, basse di acidità e quindi poco adatte per produrre vini complessi e longevi.

Per la provincia di Avellino e in particolare per il suo vino di punta, il Taurasi, il discorso può essere considerato identico e opposto allo stesso tempo. Rispetto ai propri standard, anche per l’Irpinia l’estate del 2003 rappresenta una stagione per certi versi a sé stante per temperature e siccità; tuttavia l’incidenza di questi fattori sulle quantità e qualità dei vini prodotti si è rivelata fin da subito assai più limitata rispetto alla gran parte dei distretti vitivinicoli italiani. I motivi sono da ricercare nelle peculiari condizioni pedoclimatiche del vigneto irpino, caratterizzato da un meteo continentale e da varietà tardive che vanno più facilmente incontro a difficoltà di maturazione che a rischi di surmaturazione o cottura.

Dopo un inverno rigido, un febbraio caldo e soleggiato e un inizio di primavera mite e piovoso, le temperature si sono mantenute su livelli elevati durante tutto il ciclo vegeto-produttivo della vite, fin dalla prima decade di maggio. Sovente la temperatura massima giornaliera ha superato i 30 °C, ma raramente si sono registrati picchi oltre i 35 °C. Inoltre per la particolare conformazione del territorio irpino i venti occidentali hanno contribuito ad abbassare costantemente le temperature durante le ore notturne, pochissimi sono stati i giorni di scirocco. Negli ultimi giorni di luglio, i più caldi, si sono verificate nelle aree più basse e meno ventilate situazioni di stress idrico, compensate da brevi ma intense precipitazioni piovose all’inizio di agosto.

Un leggero calo termico è stato registrato a partire dalla seconda metà di settembre e molto importanti si sono rivelate le precipitazioni di inizio ottobre. Tra il primo giorno di maggio e l’ultimo di settembre si sono registrati in media 216 mm di pioggia.
La raccolta dell’aglianico atto a divenire Taurasi è iniziata con qualche giorno di anticipo in alcune sottozone, al più una settimana, mentre in altre la vendemmia è partita in linea col consueto calendario, tra la terza decade di ottobre e la prima di novembre.

Da un punto di vista fitosanitario il decorso meteorologico caldo e asciutto durante la stagione primaverile ed estiva ha garantito uno scarso attacco delle principali crittogame della vite; in particolare gli attacchi peronosporici sono risultati molto scarsi e la presenza di muffa grigia non è stata rilevata su nessuna varietà di uva della provincia di Avellino.
Da un punto di vista quantitativo è un’annata soddisfacente. Nonostante il caldo e la siccità la vendemmia 2003 per il Taurasi è la più produttiva dell’ultimo quadriennio: 12.222, 47 Hl per un totale di 1.669.663 bottiglie, contro i 10.140,87 Hl (1.352.116 bottiglie) dell’annata 2002, gli 11.215,15 Hl (1.495.353 bottiglie) dell’annata 2004 e i 9.749,65 Hl (1.299.953 bottiglie) dell’annata 2005.

Da un punto di vista qualitativo si prevedono espressioni finali tra il buono e l’ottimo. I valori medi prima e dopo le fermentazioni malolattiche rimandano per molti aspetti a quelli registrati nell’annata 2000. Gradazioni alcoliche ed estratti secchi sono superiori alla media, leggermente al di sotto della media i valori di acidità totale. Buono l’accumulo di metabolici secondari della vite tra cui antociani e aromi.

In definitiva la vendemmia 2003 per il Taurasi può essere considerato un millesimo da medio invecchiamento, caratterizzato da maggior apertura e prontezza rispetto alle annate più classiche ed austere, connotato da componenti fruttate e speziate più che da quelle minerali, con un profilo organolettico ancora in evoluzione.

Anteprima Taurasi